Ana, una dominicana a New York

Il romanzo Dominicana della scrittrice Angie Cruz, pubblicato dalla casa editrice Solferino, racconta la storia di una delle tante famiglie che confidano nel sogno americano tutte le loro aspettative di una vita migliore.

Sono da poco iniziati gli anni Sessanta e il dittatore Trujillo, per 31 padre padrone della Repubblica Dominicana è appena stato ucciso, e il paese è scosso per i disordini della seconda invasione americana.

Angie Cruz

Ana vive con la famiglia di umili origini a Los Guayacanes, un paesino sul litorale a pochi chilometri da La Capital, Santo Domingo. La casa in cui vivono non ha acqua corrente, l’elettricità va e viene ad intermittenza, e il terreno coltivato è sempre meno produttivo.

Mamá vuole che Ana vada in sposa ad uno dei fratelli Ruiz, che si sono trasferiti a New York, come molti connazionali, per fare fortuna e tornare un giorno a Santo Domingo con la disponibilità sufficiente ad aprire un’attività propria.

La scelta ricade su Juan, che la prende in sposa a la porta nella sua casa all’ultimo piano in un palazzo nel quartiere di Washington Heights, davanti al luogo dove il 21 febbraio 1965 viene ucciso il leader nero Malcom X.

Le aspirazioni dei genitori di Ana sono diverse. Confidano che la figlia, una volta sistemata nella Grande Mela, possa chiamare a New York il resto della famiglia.

Ana ha 15 anni, anche se nel passaporto che il marito le ha procurato c’è scritto 19, Juan ne ha 28. L’appartamento è tutto sottosopra, il marito sta troppo tempo fuori casa e non è molto interessato a questa giovane moglie spaurita, disorientata dal primo impatto con la Grande Mela.

Ha anche un’amante che chiama continuamente a casa e resta in silenzio ogni vota che lei alza la cornetta.

Ma Ana pur essendo minuta è una donna forte, supera le avversità e le delusioni e pian piano trova la sua strada. Anche con l’auto di César, uno dei fratelli minori del marito, che le appare molto diverso da Juan.

Questa è l’ambientazione intorno al quale si sviluppa il romanzo che l’autrice Angie Cruz, nata a New York da famiglia Dominicana, ha scritto pensando alla storia di sua madre e delle altre donne che le hanno raccontato le loro esperienze. In cerca di una vita migliore, lontano dal loro paese tropicale, nella fredda, multirazziale e dura New York.

Il romanzo è una viva rappresentazione della prima emigrazione dominicana verso gli Stati Uniti, e mostra bene l’impatto della mentalità di Ana con gli usi i costumi newyorkesi. Il lettore è reso partecipe di tutti i problemi e le difficoltà che la nuova vita comporta per la protagonista.

Ogni pagina del libro è una scoperta, ti fa sentire partecipe della complessa ma allo stesso tempo semplice e comune vita di Ana, di Juan e dei loro amori.

Perché sì, è bene che si sappia, alla fine siamo tutti migranti!

Mirtha Racelis Mella

Angie Cruz
Dominicana
Solferino, pp.384

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